Guardandoti
di ladybird  - Letto 17064 volte.


Mi accoccolo fra le tue gambe aperte. Mi permetti di accucciarmi per terra, sai bene che non c'è bisogno che io tenga le gambe schiuse ed il sesso esposto, mi ecciterò comunque.
Seduto sul divano, nudo, aspetti che io mi sistemi. Io ti guardo negli occhi e ti chiamo sussurrando, "...mio signore".
Poi adagio le mani sui tuoi fianchi, giro la testa per poggiare la guancia sul tuo bacino, lo sguardo fisso sul tuo sesso. Sei già eccitato. Meravigliosamente eccitato.
Con una mano cominci ad accarezzarmi i capelli, l'altra la dirigi verso la mia bocca ed io, diligente, inizio a leccare le dita, una ad una, scorro la lingua sui polpastrelli, succhio lievemente la punta, mordicchio la carne tenera alla base del pollice. Quando la tua mano è pronta, finalmente, si adagia sul tuo sesso e comincia a muoversi.
In una squisita spirale di sensazioni non so decidere quale sia la più bella, la vista del tuo sesso lucido della mia saliva, la pressione leggera dei polpastrelli sulla mia testa, il calore della tua pelle che mi brucia la guancia, l'armonia del tuo respiro che cresce, sempre di più.
Il mio sguardo è rapito. Seguo il movimento delle dita che prima sfiorano, poi stringono, poi accarezzano. Osservo ogni vena, ogni piccola increspatura della pelle, ogni rugosità.
Sento le dita fra i capelli serrarsi e premere forte la mia testa contro il tuo bacino che si alza e si abbassa in un ritmo sempre più incalzante.
Mi invade una voglia pazza di tirare fuori la lingua, di leccare, di succhiare, di cacciarlo forte in gola, di montarti sopra e cavalcarti fino ad urlare.
Eppure rimango immobile, con gli occhi fissi sulla cappella gonfia, fino a che fiotti di liquido sgorgano lenti ed io posso accarezzarli solo con lo sguardo, posso catturarne solo l'odore.
Mi delizio al suono dei tuoi gemiti mentre rivoli bianchi lasciano striature lucide sulle tue dita ancora chiuse, come indelebili tracce di cera calda su di una candela.
Lentamente apri la mano e la lasci lì, adagiata, morbida, pronta per me. Tra poco, quando mi sarà concesso, schiuderò le labbra e lievemente, come una gattina devota, leccherò il palmo della tua mano e affonderò il naso fra i peli, per succhiare il liquido che li sporca.
Attendo paziente. Poi, quando il tuo respiro è ormai quieto, arriva la tua voce, dolce e ferma. "Puliscimi".






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