UNA PREFAZIONE - IL VOLO EROTICO DI UNA COCCINELLA
di Fildor

Verso la fine dell’estate del 1931, sulla parte sinistra di Boulevard Saint-Germaine, Anais Nin incontra per la prima volta June Mansfield, già moglie di Henry Miller. La visione della straordinaria bellezza di June non tarda ad appiccare un incendio di turbinose emozioni mal trattenute sulle braci già ardenti dell’anima della Nin, annoiata dalla vita matrimoniale con il signor Guiler, la cui unica prodezza erotica pare consistesse nella pesatura meticolosa di carichi di acciughe vive e guizzanti (fonti: Parafilie, perversioni e pinzillacchere. Compendio di sessuologia per operatori sanitari e semplici ficcanaso – Dr. Guillermo Sniffing – edizioni Porcelloni).
Inizialmente, Henry Miller non ha alcuna avvisaglia della tresca tra le due amanti, avendo il barlume di un sospetto solo dopo il ritrovamento della culotte di Anais nel refrigeratore della famiglia Miller, tra i Pernod ed alcune triglie congelate.
Ne prenderà pienamente coscienza più tardi, quando sorprenderà Anais e June nude, a letto. Memorabili sono rimaste le sue parole, per l’occasione: “Ora capisco lo sguardo di quelle triglie.

Contemporaneamente o quasi (31 anni più tardi), Pauline Reage, meglio conosciuta dai contemporanei come Pauline Reage, sale trafelata le scale che la porterebbero al sesto piano degli uffici delle Edizioni Clovisse & Citron, quando si accorge che, nella fretta, si è resa colpevole di una terribile dimenticanza, quella di non trascrivere correttamente il titolo del suo romanzo, che da “Storia di una otturazione” è diventato semplicemente “Histoire d'O...
Presa da una crisi nervosa, si barrica dentro l’ascensore e si adopera in una poderosa riscrittura del tomo che, dal racconto della ricerca spasmodica di un giovane dentista, nella Vienna del 1842, della propria otturazione, di cui è innamorato, si trasforma nel capolavoro erotico che tutti noi conosciamo.
È noto come poi la Reage portò il manoscritto sì trasformato all’editore Pauvert, avendo scoperto che le Edizioni Clovisse & Citron non erano altro che una copertura per un racket di contrabbando di camembert avariato.
Questi due avvenimenti sono identificati quasi unanimemente dagli storici del settore come i pilastri sui cui si fonda il tempio della moderna letteratura erotica femminile.

Sommessamente ma con fermezza, ci sentiamo di dissentire dagli esimi colleghi, perché ci sembra una imperdonabile omissione, imputabile solo alla grande mole di lavoro, alla penuria delle fonti storiche od in ultima analisi al loro encefalogramma piatto, l’aver tralasciato in questa cupola di penne femminili forse il nome più importante. Ladybird.

I racconti di Ladybird esigono, con la fermezza di una Mistress, dei lettori tutt’altro che ipocriti, consenzienti a lasciarsi guidare in una galleria di piccoli quadri da esposizione, giochi pirotecnici ma al contempo delicati, impressioni, fantasie.
Al contempo, con la remissione di una sub, ella è la prima a trattare con delicatezza i propri personaggi, non sfugga ad esempio la sua visione dell’universo maschile rappresentata dal protagonista de Le avventure del Faina, tratteggiata con soavi tratti di pastello lievi come un gancio di Mike Tyson ai tempi migliori.

Sarebbe peregrino andare a cercare con bibliofilo zelo le suggestioni originarie di questi racconti: quali tra questi derivano da fatti veri, quali sono nati da fantasmagorie notturne o da semplici sogni ad occhi aperti. Ci sovvengono le enigmatiche ma argute parole di Emmanuelle Arsan che, rispondendo ai critici che ripetutamente le chiedevano quale fosse la differenza tra la Emmanuelle personaggio ed il personaggio Emmanuelle, disse: “Chiudete quella c***o di porta! Non sentite la corrente?

Scacciati quindi gli sciami ronzanti delle inutili domande, con il gatto a nove code che teniamo per l’occasione, non rimane che immergerci in questa ventata di fresco erotismo, accompagnati dalle note di Ladybird, che svolazzano nel tessuto dell’etere come allegre coccinelle, araldi di un altro possibile mondo, parallelo al nostro ma tangibile, dove il sesso, il dolore e l’amore si intrecciano in un bellissimo Gioco, quale, fatte le dovute proporzioni, è voluto essere questo piccolo omaggio. ;)

Fildor



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